Dopo la giornata lucchese sono un pò più ispirato a riprendere in mano
il pennino e creare una nuova storia da presentare prima o poi (visti i
miei tempi di creazione). Per ora rivelo solo che parlerà di un fotografo di foto
post-mortem. Allego qualche schizzo dei personaggi. Restate sintonizzati
per aggiornamenti. Saludos!
domenica 4 novembre 2012
Lucca - Cronaca di una giornata
Ebbene sì! Anche se me lo ero ripromesso alla fine ci sono ricascato, e
invece di risparmiare dindini sono andato a sperperare parte dei miei sudati guadagni
in quella bolgia infernale che è Lucca Comics & Games *sob*
Per lo meno ho limitato i danni: ci sono andato solo in giornata. Anche
se non vi importa ve la descriverò con dovizia di dettagli.
h 6.00 – Sveglia, seguita da colazione e preparativi
h 10.12 – Entriamo in città, ma a causa del traffico, giriamo mezz’ora
prima di trovare un luogo adatto a posteggiare la macchina.
h 10.46 – Miracolo dei miracoli! Troviamo un parcheggio a 10 minuti da
Piazza Napoleone! Dopo aver gioito di questa inaspettata fortuna, ci
incamminiamo verso le mura dove un’amica di Chiara, Chiara n°2 (anch’essa
fumettista) ci aspetta per la colazione e per consegnarci i biglietti,
evitandoci così la fila al botteghino *santa ragazza, sigh!*
Si fa l’ora di pranzo, mangio allo stand del CfaPaz, dove la brava
Francy Follyns, ha preparato un gustoso cous-cous di verdure. Ci scappa anche
una foto ai cosplayers di Crimson Mentone e Cat Man (dalla serie “Due Fantagenitori”)
Un po’ prima delle 15 lasciamo in massa lo stand e ci dirigiamo in
Camera di Commercio, dove Michele Nazarri terrà un incontro.
h 16.10 – Ritorniamo verso lo stand CfaPaz, approfitto di una pausa
sigaretta per fare una delle mie “foto gemellari” a Francy e al suo ragazzo Ludo; poi rientriamo
e spendo gli ultimi soldi in dvd di anime T_T
h 18.30 – Riusciamo a districarci dal traffico e lasciamo Lucca, stanchi
morti. Anche nel ritorno però si parla fitto per due ore abbondanti.
h 20.45 – Rientro a casa e ceno.
h 22.00 (!) – Vado a letto, sono troppo stanco e mi addormento appena mi
avvolgo nelle lenzuola. Sogno qualcosa, ma non ricordo bene, forse centrava una
cascina.. boh!
Conclusione: ho speso soldi ed energie, l’unico rimpianto è di essere
rimasto lì troppo poco e aver fatto poche foto, l’anno prossimo vedrò di starci
di più.
Alla prossima!
Saludos!
Etichette:
Fiere ed eventi,
LuccaComics
domenica 28 ottobre 2012
I saggi consigli di Bert (5)
E torniamo con la rubrica di consigli
meno seguita al mondo! Evviva!
Siamo vicini ad Halloween, festa importata ed inutile... fino ad oggi, poichè mi ha dato la scusa ideale per segnalare qualche anime horror! Via con la lista!
Siamo vicini ad Halloween, festa importata ed inutile... fino ad oggi, poichè mi ha dato la scusa ideale per segnalare qualche anime horror! Via con la lista!
Another
Per motivi di salute, un ragazzo torna a vivere nel paese natale di sua madre. Scoprirà presto che sulla sua nuova classe grava
una terribile maledizione legata ad un misterioso Misaki.
Dai primi episodi questa serie prometteva bene (atmosfere
misteriose, storie di fantasmi e maledizioni dal passato), purtroppo perde
mordente quando vengono rivelati i vari retroscena, trasformando il tutto in
una sorta di "Final Destination". Rimane comunque un horror più che discreto. Bella la sigla di apertura.
Voto: 7/8
Blood C
Nel suo paesino di campagna, Saya conduce una
doppia vita: di giorno studentessa modello *e stucchevole*, di notte spietata
cacciatrice di mostri cannibali.
Ultimamente capita che le Clamp (per chi non lo sapesse sono un talentuoso quartetto di autrici di manga) si diano
all’animazione, come in questo caso, in cui curano sceneggiatura e character
design del re-telling di "Blodd +".
Il risultato è un bell'anime, con però una
protagonista orribile... almeno durante il giorno (le scene in cui canta
passeggiando sono parecchio irritanti). Oltre questo, l’unica pecca che ho
trovato è l’eccessiva lunghezza: in totale sono 13 episodi che di per se non sono tanti, però mi è sembrato che alcuni fossero
piuttosto inutili... insomma, poteva durarne anche solo 7 o 8.
La prima parte della serie è piuttosto lineare e
monotona, mentre nella seconda c’è più tensione e una serie di azzeccati colpi di scena che rendono la visione più gradevole.
Attenzione:
ci sono parecchie scene splatter per stomaci forti! Doppia attenzione: la serie non ha un finale, per quello bisogna guardare il film "Blood C – The last Dark".
Voto: 7/8
Ghost Hunt
Suo malgrado, una ragazza viene coinvolta nelle
indagini paranormali di un'agenzia di esorcismi e affini.
Quando ho iniziato a guardare questa serie non avevo particolari aspettative, ma con mia grande sorpresa si è rivelata parecchio interessante. La trama è piuttosto lineare, ogni blocco di 5/6 puntate è un’indagine autoconclusiva, a cui si alternano uno o due episodi dallo stampo più leggero e comico. Nelle indagini però la paura si fa sentire, molto efficaci sono i casi della bambola posseduta e quello della casa labirintica.
Ben assortito e caratterizzato il cast di personaggi. Unici nei: una realizzazione tecnica mediocre e un finale inesistente (ma visto anche l'andamento della serie ci può stare, alla fine non c'è una vera e propria trama generale).
Quando ho iniziato a guardare questa serie non avevo particolari aspettative, ma con mia grande sorpresa si è rivelata parecchio interessante. La trama è piuttosto lineare, ogni blocco di 5/6 puntate è un’indagine autoconclusiva, a cui si alternano uno o due episodi dallo stampo più leggero e comico. Nelle indagini però la paura si fa sentire, molto efficaci sono i casi della bambola posseduta e quello della casa labirintica.
Ben assortito e caratterizzato il cast di personaggi. Unici nei: una realizzazione tecnica mediocre e un finale inesistente (ma visto anche l'andamento della serie ci può stare, alla fine non c'è una vera e propria trama generale).
Voto: 8-
Higurashi no Naku Koro ni (Quando piangono le
cicale)
Arrivato da poco nel ridente villaggio di Hinamizawa,
il giovane Keiichi scopre presto che le sue nuove amiche e i concittadini nascondono oscuri segreti.
Tra i capostipiti del genere "horror con personaggi pucciosi", è una delle
migliori serie che mi sia capitato di vedere in generale.
Il primo episodio sembra
una commedia romantico/demenziale/harem, ma dal secondo si ha un
radicale cambio di rotta: l’atmosfera si fa pesante, tesa, morbosa, condita anche da sapienti dosi di
splatter.
Gran bei personaggi! Dapprima ti sembrano innocui, poi si rivelano inquietanti e folli. Consigliato per chi cerca brividi!
Piccola nota: a questa, segue la serie “Higurashi no Naku Koro
ni Kai” che contiene la vera e
propria conclusione.
Voto – 8 1/2
Shiki - Corpse Demon
Nello sperduto villaggio di Sotoba, dove si pratica ancora l’inumazione,
la gente comincia a morire in massa, pare a causa di un misterioso virus; in aggiunta, una
nuova e sinistra famiglia si trasferisce in paese. Un medico comincia ad
indagare, anche perché i defunti tornano in vita assetati di sangue.
Stanchi di storie di vampiri glamour (vedi Twilight & co.)? Lo ero
anch’io, poi ho visto questa serie e il mio umore è migliorato...per così dire... Comunque, quest’anime merita sicuramente un'occhiata. L'ho trovato davvero coinvolgente, sono presenti anche alcune interessanti riflessioni su Dio e sulla brutalità innata nell'uomo.
La regia è nel complesso fluida e non ci sono tempi morti, i 22 episodi
di cui è composto scorrono che è un piacere. Il comparto tecnico è più che
buono, il character design è molto particolare, sia nei volti che nelle
capigliature dei personaggi; azzeccata anche la colonna sonora.
Ma! C’è sempre un ma! I personaggi sono decisamente troppi, e tutti cercano
di incastrarsi in questa storia, cosa che non avviene; alcuni sono proprio inutili, altri passano
inosservati, mentre altri rimangono decisamente più impressi nella mente dello
spettatore (vedi Sunako, la bambina a capo dei vampiri; da segnalare un suo brevissimo
ma straziante monologo nell’ultimo episodio).
Oltre a questa serie, è stato creato un manga che conferisce maggior spessore
a tutto il cast.
Concludo con la solita nota: il finale può apparire per certi versi troppo
aperto (alcuni potrebbero pensare che ci sarà un seguito), ma per quel che mi
riguarda, considero questa storia conclusa.
Voto: 8
xxxHolic
xxxHolic
A Kimihiro Watanuki, un ragazzo che ha la facoltà di vedere fantasmi e demoni, viene stravolta la vita quando entra in uno strano negozio in cui la proprietaria, Yuuko, esaudisce i desideri dei suoi clienti in cambio di un adeguato prezzo. Nello specifico lui le chiede di non poter più vedere questi esseri e lei in cambio lo costringe a lavorare in questa strana bottega finchè non lo riterrà opportuno.
Tratto dall'omonimo manga delle mitiche Clamp quest'adattamento animato si concentra più che sui misteri attorno al protagonista, sui vari clienti del negozio, i cui desideri verranno esauditi dalla coppia Yuuko/Watanuki. Quindi in ogni episodio abbiamo un caso diverso.
L'atmsofera che permea la serie è di per se piuttosto tetra, grazie all'utilizzo di colori freddi, anche se ogni tanto c'è un episodio comico che risolleva il morale.
Le tematiche affrontate sono molte, piuttosto delicate e fanno spesso riferimento al mal di vivere in una metropoli (nello specifico, Tokyo).
Per quanto riguarda i personaggi... bè... i clienti che appaiono in un solo episodio per poi sparire dalle scene sono molto ben caratterizati, mentre ai principali ci si affeziona subito.
Voto: 8+
Anche per oggi è tutto. Alla prossima! Saludos
Schizzi a cuor leggero (5)
domenica 23 settembre 2012
I saggi consigli di Bert (4)
Ed ora
torniamo a parlare di anime, stavolta ci occupiamo di tre serie in particolare,
accomunate dal medesimo regista: l’eccentrico Kunihiko Ikuhara.
Ikuhara fa
la sua comparsa nel 1986, facendo lavori di “bassa manovalanza” per lo studio
Toei Animation in varie serie come Maple Town, etc. Poi nel 1994 fa il suo esordio
ufficiale alla regia nella versione animata di Sailor Moon; inizialmente il suo
lavoro è di dirigere singoli episodi, in seguito gli verrà assegnato il primo
compito importante: occuparsi totalmente
della terza serie di Sailor Moon, di cui ora andremo a parlare.
Sailor Moon S (tit. it. Sailor Moon e il Cristallo del Cuore)
Partiamo
dalla trama: per le Sailor Senshi non c’è un attimo di pace, Rei (Sailor Mars)
comincia a fare sogni inquietanti in cui il mondo viene distrutto da una
misteriosa entità. Infatti entrano in scena dei nuovi nemici, i Death Busters, capeggiati
dal Dottor Tomoe, il cui scopo è appropriarsi del Sacro Graal, un misterioso
artefatto dagli enormi poteri, che consentirà al loro capo, Master Pharao 90,
di scendere sulla terrà per creare un nuovo mondo per lui e i suoi seguaci,
distruggendo il precedente.
Per contrastare
questi avversari appariranno due nuove guerriere: Sailor Uranus e Sailor
Neptune, che oltre ad impedirgli di impadronirsi del Graal,
devono evitare che Sailor Saturn, il Messia del Silenzio, si risvegli e favorisca
l’avvento del Pharao 90.
Decisamente
atipica una storia del genere in uno shojo, ma
questo è un aspetto che si riscontra in questo e nei successivi lavori di
Ikuhara: l’uso di elementi tipici di un genere specifico che verranno poi
stravolti col procedere della serie. Altro fattore di rilievo nei suoi anime è
l’uso di simbolismi e metafore, perlopiù di matrice gnostica e cabalistica.
In questo
caso però la simbologia è limitata, essendoci produttori e altri sceneggiatori
a metter mano alle scelte del regista.
La serie
risulta comunque ottima e godibile, Ikuhara riesce a gestire bene i
nuovi personaggi e a regalare allo spettatore molti colpi di scena al momento
giusto. Non mi dilungo più di tanto su Sailor Moon, immagino che tutti bene o
male l’abbiano vista, inoltre la reputo il lavoro minore (ma non per questo
meno riuscito) di questo regista.
In seguito
al successo di Sailor Moon S, Ikuhara dirigerà anche la quarta serie (Sailor
Moon SuperS), per poi abbandonare la Toei Animation, e fondare il collettivo BePapas, con cui creerà il suo capolavoro: Utena.
Shojo Kakumei Utena (tit. it. La Rivoluzione di Utena)
Doverosa precisazione: Utena è un progetto multimediale creato e autoprodotto dal collettivo di autori BePapas (composto da *appunto* Kunihiko Ikuhara, Chiho Saito, Yoji Enokido, Shin'ya
Hasegawa e Yuuichiro
Oguro), la cui idea è usare una trama "di base" e gli stessi personaggi, per poi svilupparli in modo differente da un media all'altro. Ad oggi il progetto è composto da: una serie manga di 5 volumi, una serie televisiva di 39 episodi, un lungometraggio cinematografico, un manga ispirato a quest'ultimo, un videogioco ed un musical teatrale (gli ho dato un'occhiata, evitatelo!).
Soffermiamoci sulla serie animata e descriviamo la trama...... Okay... La trama di Utena è complicata fin dal primo episodio, perciò mi limiterò a copiare paro paro la presentazione dal sito della Yamato Video.
Accademia Ohtori: un luogo stupendo al di fuori del tempo. Chiamati dal
Confine del Mondo, i prescelti del Consiglio degli Studenti duellano per
conquistare la Sposa della Rosa. Chi è veramente la Sposa, la passiva e
misteriosa Anthy? Come è arrivata all’Accademia Utena, e perché
l’anello che le è stato donato da un misterioso Principe è uguale al
segno di riconoscimento dei Duellisti? Nell’atmosfera incantata ed
elegante dell’Accademia si celano nerissimi segreti le cui radici
superano lo spazio e il tempo.
Ecco fatto! Se vorrete dargli un'occhiata, siate preparati: la trama parte in quarta e catapulta lo spettatore
nel mondo di Utena, lasciandolo attonito e disorientato.
Questa serie
infatti, oltre ad una storia fuori dagli schemi, vanta un’atmosfera surreale
che alterna generi diversi
(shojo, drammatico, commedia demenziale, psicologico, metaforico, fantasy,
eccetera).
L’opera è
composta da 39 episodi e si divide in quattro archi narrativi. Ogni episodio ha
anch’esso una propria struttura interna (vita quotidiana, teatro delle ombre,
duello, finale) che viene ripetuta di volta in volta ed è incentrato sul duellista
che Utena dovrà affrontare. Da qui passiamo ad una delle colonne portanti di quest’anime:
i personaggi.
Sono tutti
ben delineati e complessi, molto complessi. Viene fatto il medesimo lavoro
sperimentato da Hideaki Anno in “Evangelion”, presentandoceli come stereotipati, ma
rendendoceli più profondi e sfaccettati, talvolta contraddittori, con il procedere della storia.
Altro elemento che spicca inquest'opera è l'acceso simbolismo: a fine visione ci si può rendere conto di come tutto sia una metafora, dal vestito della protagonista all'ambientazione, dai colori dei capelli dei personaggi alle onnipresenti rose, tutto è simbolico... ma di cosa?
Bè...forse del nostro mondo, o forse no. Potremmo considerare “La Rivoluzione di
Utena” un gigantesco test di Rorschach, in cui ognuno può anche trovarci una
personale chiave di lettura; le principali sono comunque l'interpretazione in chiave gnostica e in chiave psicologica.
Passando al
lato tecnico, la serie brilla senza dubbio per la bellissima colonna sonora di Shinkichi Mitsumune e di J.A. Seazer, un misto tra musica classica, pop e rock;
molto originali sono i cori che accompagnano i duelli.
Il character
design, dai tratti bishonen e dai colori molto accesi, è adeguato alle
atmosfere del racconto.
L’animazione
purtroppo risente di qualche pecca, in alcuni episodi raggiunge livelli quasi
sufficienti, vengono spesso riutilizzate intere sequenze, altre vengono ripetute
quasi fino alla noia, mentre in altri episodi, quelli più importanti,
è decisamente più curata.
Questo
particolare è comunque perdonabile se si considera che alcuni componenti dello
staff dei Be-Papas hanno lavorato ad anime come “Nadia - Il mistero della
Pietra Azzura” ed “Evangelion”, perciò creando “Utena” erano ben consapevoli
dei rischi di budget derivanti dall’usare animazioni troppo ricercate.
Oltre per la
colonna sonora, “La Rivoluzione di Utena” brilla certamente per la regia, che spesso si diverte a giocare con il
montaggio (un episodio sembra quasi un film montato da Nolan), si concede qualche leggera sperimentazione grafica, come le silhouette nere, quasi
come se stessero giocando al teatro delle ombre (breve flash: le ragazze le cui
ombre appaiono nella metà di ogni episodio non saranno mica un omaggio al
teatro Takarazuka?) o come i giochi di parole visivi, purtroppo intraducibili nella
versione italiana.
In
conclusione, ritengo “La Rivoluzione di Utena” un anime unico nel suo genere,
da vedere assolutamente.
Data la
complessità dell’opera e le tematiche piuttosto sensibili (omosessualità, bisessualità, incesto, abusi psicologici, etc.) ne suggerisco la visione ad
un pubblico maturo.
A quest'anime segue il lungometraggio "Apocalisse Adolescenziale", un re-telling di tutta la storia, più in chiave psicologica, con un finale in cui le protagoniste coronano il loro sogno d'amore, lasciato un pò in sospeso nella serie.
Tecnicamente ben realizzato, il film purtroppo risulterà incomprensibile a chi non ha visto l'anime o perlomeno letto il manga: danno troppi concetti chiave per scontati.
Terminato il "progetto Utena", Ikuhara scioglie il gruppo BePapas, ognuno va per la sua strada e il nostro regista si prende una pausa di ben 12 anni!
Non che se ne sia stato con le mani in mano: si è occupato di lavori minori come regie di sigle, storyboard di singoli episodi di vari anime, le sceneggiature di un manga (Nokemono to hanayome) e di un romanzo.
Però è nel 2011 che torna all'opera, sceneggiando e dirigendo una nuova serie. Evviva!
Mawaru Penguindrum
Trama presa da Wikipedia: I tre fratelli Takakura, i due gemelli maschi Kanba e Shoma e la loro
amata e fragile sorellina Himari, vivono da soli in una bizzarra baracca
di legno e lamiera. Un bel giorno vanno a visitare l'acquario e Shoma
compra come souvenir a Himari un cappello a forma di pinguino, ma poco
dopo lei collassa e muore. All'obitorio però Himari si rianima; il
miracolo è compiuto dal cappello, posseduto da una misteriosa entità
nota come "Princess of the Crystal", che stringe un patto con i due
fratelli: l'entità potrà far continuare la vita di Himari se in cambio i
due ragazzi riusciranno a trovare il Penguindrum, un misterioso e non
meglio specificato oggetto. Per aiutarli nella ricerca, affianca loro un
trio di bizzarri pinguini tuttofare, invisibili a chiunque meno che ai
tre fratelli.
Anche qui Ikuhara non si smentisce! Il primo episodio ti getta a capofitto nella trama, caratterizzata già da un dualismo di atmosfere, una da commedia demenziale, l'altra più realistica e drammatica, che ci accompagneranno per tutta la serie. Insieme all'immancabile simbolismo, qui rappresentato principalmente dai pinguini, dalle mele e dalla metropolitana.
Interessante anche la scelta dell'ambientazione: se in Utena era un luogo fittizio, dalle architetture barocche, ma con un suo realismo, qui abbiamo una città reale (Tokyo), ma con un suo irrealismo.
In questa nuova serie il regista si concede diverese sperimentazioni di carattere grafico, la più evidente nelle scene affollate, in cui i personaggi che non hanno nulla a che vedere con la trama sono disegnati come quelle figure stilizzate che si vedono sulle porte dei bagni; un'altra più apprezzabile si trova nel flashback sull'infanzia di uno dei personaggi: l'intera scena è rappresentata come se fosse un quadro impressionista.
Anche in questo frangente i personaggi sono complicati e sfaccettati, ma comunque sapientemente diretti in questa storia tragicomica.
Le tematiche "ikuhariane" sono simili a quelle di Utena (per certi versi sarebbe ingiusto continuare a fare paragoni, visto che sono due serie indipendenti), ma qui perfezionate: si parla sempre dell'indifferenza di Dio, della solitudine insita in ciascun essere umano e dell'amore come unico veicolo di salvezza.
Dal punto di vista tecnico la serie ha animazioni decisamente fluide e sfondi particolareggiati, il character design è sempre bishonen, affidato alla brava Lily Hoshino e le musiche di Yukari Hashimto fanno la loro bella figura. Plaudo all'idea di far integrare con la trama le sigle finali (non parlo del testo parlo proprio della musica e del gruppo che la canta, che trova la sua collocazione nella storia).
Consiglio di dare un occhiata anche a questa serie, adesso la stanno trasmettendo il giovedì sera su Rai4.
Per quanto riguarda le precedenti, Utena si può facilmente trovare in dvd, doppiata in italiano (e ben adattata, devo ammettere), mentre Sailor Moon consiglio di cercarla in versione integrale, in lingua originale sottotitolata.
Per ora è tutto, spero che per la prossima serie Ikuhara non ci faccia aspettare altri 12 anni.
Saludos!
Iscriviti a:
Post (Atom)




